Fornitori, budget e investimenti

I soldi per il digitale escono già. Il problema è che escono da dieci voci diverse, e nessuno li somma mai.

Licenze che si rinnovano da sole, un’agenzia a canone, il system integrator che fattura le modifiche, il consulente che qualcuno ha chiamato l’anno scorso. Presi uno per uno sono tutti difendibili. Messi insieme sono il secondo o il terzo costo dell’azienda, e sono l’unico che non ha un responsabile.

Qui scrivo di come si sceglie chi lavora per te e di come lo si governa dopo. Quali domande fare a un fornitore prima di firmare, e quali risposte dovrebbero farti alzare dal tavolo. Che cosa c’è davvero dentro un’offerta, oltre al totale: che cosa è incluso, che cosa diventerà una variante, e chi possiede il codice e i dati alla fine. Quanto dovrebbe costare, e come si capisce se stai pagando troppo o troppo poco. Come nasce il lock-in — quello tecnologico, quello informativo e quello relazionale — e come si esce prima che costi. Perché i progetti non finiscono mai, quali sono i segnali che dovrebbero farti fermare, e che cosa succede il giorno dopo il go-live, che è il momento in cui quasi tutti smettono di guardare.

Questa è la parte del mio lavoro che un fornitore non potrebbe scrivere senza vendere contro se stesso. Non perché i fornitori siano in malafede: i migliori con cui lavoro sono seri e competenti. Ma si guadagna vendendo ciò che si sa fare, e «guarda, questo progetto non ti conviene» non compare nel conto economico di nessuno.

Io non vendo tecnologia e non prendo provvigioni. Un prezzo solo, dalla tua parte del tavolo.

Idee chiare, zero rumore
Idee chiare, zero rumore
Idee chiare, zero rumore
Resta aggiornato
Idee chiare, zero rumore
Contenuti per imprenditori che vogliono decidere meglio su digitale e AI.